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Salute e Sicurezza sul Lavoro: gli errori più frequenti del datore di lavoro

Chi è il datore di lavoro e quali sono le sue responsabilità

Alla lettera b, comma 1, dell’Art. 2 del D.lgs 81/2008 è contenuta la definizione di «datore di lavoro» quale soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore o, comunque, il soggetto che, secondo il tipo e l’assetto dell’organizzazione nel cui ambito il lavoratore presta la propria attività, ha la responsabilità dell’organizzazione stessa o dell’unità produttiva in quanto esercita i poteri decisionali e di spesa.

Questa definizione mette in evidenza la responsabilità in capo a chi esercita il potere di spesa e quindi decisionale, caricando il datore di lavoro di tutti gli errori relativi alla sicurezza sul lavoro e che possono essere derivanti dalle sue decisioni.

Gli errori più frequenti del datore di lavoro

Ecco gli errori più comuni commessi dal datore di lavoro nell’ambito della sicurezza sul lavoro.

Delega delle responsabilità

Spesso Il datore di lavoro prende coscienza di questa responsabilità solo dopo una verifica ispettiva o – peggio – dopo un incidente sul lavoro. È già questo uno degli errori più comuni commessi dai datori di lavoro, convinti di potersi affidare a un consulente o a un tecnico che possa gestire al posto loro tutti gli adempimenti legati alla sicurezza sul lavoro in azienda e, di conseguenza, sobbarcarsi il carico della responsabilità.

Un altro grave errore del datore di lavoro è quello di trascurare i contenuti della lettera A del comma 1 dell’art. 17 del testo unico relativo agli «Obblighi del datore di lavoro non delegabili». Come abbiamo illustrato nel nostro articolo in merito all’argomento, infatti, il datore di lavoro non può delegare la valutazione di tutti i rischi e, di conseguenza, la redazione del documento previsto dall’articolo 28. 

Pertanto, uno degli errori che ogni datore di lavoro deve evitare è pensare che esista qualcun altro responsabile al posto suo. Questa responsabilità ricade sia sugli aspetti inerenti la gestione della sicurezza sul lavoro, ma anche su altri ambiti aziendali come quello fiscale, del lavoro ecc. In altre parole, è necessario che il datore di lavoro prenda consapevolezza del fatto che tutto quello che accade all’interno della propria azienda deve necessariamente avvenire sotto il suo diretto controllo, anche perché è da lui che partono gli ordini e le direttive e, quindi, le decisioni.

Tutto ciò considerato, il datore di lavoro resta l’unico responsabile della stesura del DVR (Documento di Valutazione dei Rischi). Dunque, malgrado possa ricorrere al supporto di un consulente (interno o esterno all’azienda) in qualità di Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP), egli dovrà sempre partecipare direttamente alla stesura e all’implementazione del documento stesso.

Scarsa attenzione al DVR

Il datore di lavoro, quindi, non deve cadere nell’errore comune di considerare il DVR come un mero adempimento burocratico. Il Documento di Valutazione dei Rischi, infatti, è basilare per riuscire a comunicare efficacemente ai lavoratori gli aspetti salienti legati alla corretta gestione della sicurezza aziendale. Per questa ragione la scelta dei criteri di redazione del DVR è rimessa interamente al datore di lavoro, il quale deve prediligere semplicità, brevità e comprensibilità, al fine di garantire la maggiore efficacia di questo documento e farlo diventare un vero strumento operativo di pianificazione degli interventi all’interno dell’azienda e di prevenzione del rischio. 

Mancanza di formazione adeguata

Un altro errore diffuso tra i datori di lavoro è la scarsa attenzione data alla formazione personale. Infatti, per svolgere al meglio il proprio ruolo, egli deve curare la propria preparazione e raccogliere le informazioni corrette. A maggior ragione in questo periodo di continue innovazioni, in cui è necessario rimanere sempre aggiornati e al passo con i tempi per riuscire a cogliere tutte le opportunità e disinnescare le eventuali minacce.

Nessuna vigilanza

Alcuni imprenditori vivono nella convinzione che la loro responsabilità si esaurisce con la firma del documento di consegna ai dipendenti dei DPI (Dispositivi di Protezione Individuale).

Tuttavia, questo non basta se non viene messa in atto un’adeguata vigilanza da parte dello stesso datore di lavoro o di un preposto da lui nominato. A queste due figure, infatti, spetta l’onere di verificare sia l’utilizzo corretto dei DPI, sia tutte le altre procedure previste dal DVR.

Il rispetto di queste direttive emanate dal datore di lavoro rappresenta, da una parte, un importante tassello per scongiurare eventuali rischi, dall’altra, si configura come un aspetto determinante capace di migliorare l’intero ciclo produttivo e di favorire la realizzazione di prodotti di qualità.

Poca attenzione ai macchinari  alle attrezzature

Macchinari e attrezzature non possono essere trascurati. Essi, infatti, garantiscono all’imprenditore una buona e produttiva gestione dell’investimento e permettono di ottimizzare il ciclo produttivo aziendale.

Per questa ragione, è necessario fornire al personale un’adeguata formazione e un corretto addestramento, affinché rappresenti una ricchezza per l’azienda. L’impresa, infatti, ottiene un grande vantaggio da una corretta ed efficace  gestione e manutenzione (ordinaria e straordinaria) delle macchine e delle attrezzature, sia in termini di riduzione del rischio, sia per quanto concerne la qualità dei prodotti.

La giusta interpretazione della normativa

Quanto detto è il frutto di una cattiva interpretazione della normativa da parte di alcuni datori di lavoro. 

Le previsioni di legge, infatti, vengono percepite più come un obbligo al quale adempiere al solo fine di non incorrere in sanzioni, piuttosto che come alleati per migliorare le prestazioni della propria attività. Per questa ragione  si predilige troppo spesso  l’aspetto formale e  si trascura, invece, quello sostanziale. 

L’imprenditore è abituato a produrre valore, fa parte del suo DNA, quindi deve sapere cogliere l’opportunità nascosta dietro a ogni obbligo e, quindi, cercare la sostanza e conseguentemente il beneficio per la propria impresa. Per questo motivo è importante l’approccio dei professionisti della formazione in materia di D.lgs 81/2008 . 

Il formatore in materia di salute e sicurezza sul lavoro deve cercare di stimolare gli interessi di datori di lavoro e lavoratori. 

Ad esempio, concentrare un corso prevalentemente sugli aspetti sanzionatori produrrà soltanto risultati negativi; al contrario, concentrare il corso sui benefici, sia per l’impresa che per i lavoratori, genererà attenzione e curiosità e questo permetterà di produrre quel giusto interesse finalizzato non solo a ridurre i rischi, ma anche a migliorare il valore culturale essenziale per migliorare e crescere sotto tutti gli aspetti: sicurezza e qualità del prodotto, nonché qualità della vita in quel territorio.

Cosa possiamo fare per la tua azienda?

La nostra struttura si occupa sia di formazione che di consulenza in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Il nostro obiettivo è quello di rendere la formazione efficace evidenziando gli aspetti sostanziali, per questo abbiamo creato supportoimprese.it.  

La nostra piattaforma in cloud permette, infatti, al datore di lavoro di gestire tutti gli aspetti formali in materia di salute e sicurezza sul lavoro producendo risultati sostanziali. Questo grazie alla semplicità di utilizzo dello strumento e all’aiuto costante dei nostri consulenti.

Scegliere supportoimprese.it apre le porte della tua azienda alle nuove prospettive portate dalla digitalizzazione.

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